mercoledì, Ottobre 27, 2021
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Passare dal link building al link earning

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Tutti i webmaster sono interessati alla possibilità di ottenere delle nuove visite sul proprio sito e di aumentare la popolarità del proprio portale. Ma come è possibile farlo? Come sappiamo bene, le strategie di SEO off site offrono la possibilità di farsi conoscere sempre di più, di aumentare il traffico del sito e anche di poter avere un migliore posizionamento su Google.

Come farlo? Grazie alla link building, si sente spesso dire. Come sappiamo, più un contenuto viene condiviso e diventa virale, maggiore diventa il suo valore, e maggiore è la ‘stima’ che Google avrà nei confronti del creatore di quel contenuto. 

Per questo spesso ci si affida a dei servizi di link building diffondono backlink di qualità al nostro sito per tutta la rete, consentendo così di creare una mappatura di collegamenti ipertestuali fra forum, guest post, comunicati stampa ed article marketing che dovrebbe consentire al sito di scalare la serp.

Cominciamo col dire che non c’è nulla di male nell’usare la strategia del link building, che al contrario può essere davvero molto utile per aumentare la popolarità del sito, se è fatta bene.

Tuttavia Google è molto sensibile alla qualità dei link ed alla loro naturalezza, e quindi la link building potrebbe passare dall’essere una strategia utile all’essere deleteria. In particolare, negli ultimi anni si sente sempre più parlare di un’alternativa reale alla link building, vale a dire la link earning. Essa richiede maggiore impegno e più tempo, ma nessuno spreco di soldi o scambio di link e consente di ottenere un posizionamento durevole e soprattutto di alta qualità sui motori di ricerca. Ma come si può passare dalla link building alla link earning? 

Perché preferire la link earning

Innanzitutto, cerchiamo di capire perché la link earning è da preferire laddove possibile alla link building. La seconda tecnica consiste nello scambio di link oppure nel pagamento rivolto ad un portale ad elevato trust perché pubblichi un nostro guest post, ospiti un nostro comunicato stampa o contenga una recensione al nostro sito.

La link building è un lavoro più meccanico che emozionale e pagando è possibile trovare spazio in qualsiasi tipo di portale (o quasi). Dove è il problema? Il problema non è certamente solo etico, anzi. Google infatti è estremamente sensibile alla qualità dei contenuti e dei link sul web e potrebbe penalizzare una strategia di link building fatta frettolosamente, o per mezzo di articoli di scarsa qualità, o su siti che non siano coerenti al nostro portale dal punto di vista tematico. Tutto quello che per Google è strategia fraudolenta per cercare di scalare la serp a dispetto dell’esperienza di qualità dell’utente va penalizzato.

La link earning invece consiste nell’ottenere condivisioni e interazioni sui social per i propri contenuti non perché si paga, non perché si fa scambio link, ma perché si creano dei contenuti di reale valore e di conseguenza meritevoli di essere condivisi. 

Per poter fare una cosa simile bisogna fare un lavoro molto più complesso rispetto a quello meccanico richiesto dalla link building. La link earning è qualità, produzione di contenuti davvero utili per chi li legge, e Google percepisce certamente la differenza. 

Attenzione, però. Questo non significa che la link building sia dannosa. Per quanto Google predilige la link earning, la link building – se usata con equilibrio e se fatta bene, in modo da sforzarsi di renderla il più naturale possibile – può assomigliare davvero tanto alla link earning e può portare traffico e successo al nostro sito. Occorre però cercare di privilegiare la link earning la quale può davvero dare un’impronta di autorevolezza e qualità al sito ed ai suoi contenuti, contribuendo nettamente al suo posizionamento nei motori di ricerca. 

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